Le quattro stagioni delle patologie venose

Le quattro stagioni delle patologie venose

È facile percepire la similitudine esistente tra il passare delle stagioni e l’età cronologica della persona.

  • Infanzia: primavera;
  • Gioventù: estate;
  • Maturità: autunno;
  • Vecchiaia: inverno.

Meno semplice o diretto è intuire come le patologie venose assumano maggior importanza ed incidenza con il passare degli anni e con il variare delle stagioni. 

Le vene nel corso degli anni sono sottoposte a continui e plurimi insulti che finiscono per “sfiancarle” letteralmente. La progressiva dilatazione rende le valvole incontinenti con conseguente reflusso e ristagno di sangue in basso, alle caviglie, per ben conosciute ed intuitive leggi idrostatiche.

Tale è il determinismo dell’ipertensione venosa, vero “primo movens” del danno circolatorio nell’ insufficienza venosa cronica che da blandi segni e disturbi quali senso di pesantezza, modesto gonfiore delle gambe e comparsa di capillari e varici porterà, se non adeguatamente trattata, alle temute e temibili ulcere e alle trombosi.


I cambiamenti ormonali, la variazione dello stile di vita, le patologie associate, in particolare le ortopediche, e condizioni quali l’obesità e la sedentarietà incidono pesantemente sulla tenuta delle nostre povere vene che hanno cominciato a soffrire da quando l’uomo, in un momento di orgoglio evolutivo, ha deciso di assumere la posizione eretta. Ma se lo stare in piedi ci ha permesso di vedere il mondo con occhi diversi, ma soprattutto di trasformare dei quasi zoccoli in mani, ha determinato che una colonna di sangue e la relativa pressione, spinga a dilatare le vene giù nei piedi e nelle gambe.

Ma da quando dobbiamo iniziare ad occuparci delle nostre vene?

Di solito le donne se ne occupano, o meglio si preoccupano, alla comparsa del primo innocuo “capillarino” che come un perfido serpentello va ad insidiare l’estetica delle loro gambe. Ma via via la situazione diventa più pesante, spesso con l’aumentare dei chili, delle gravidanze o delle ore di lavoro.

L’estate diventa la stagione del cruccio e del ripensamento.

È questa la stagione dove i fastidi si manifestano maggiormente in rapporto alla dilatazione venosa, fisiologica azione di termoregolazione che permette la dispersione termica, ma che nello stesso tempo determina il ristagno di liquidi nei tessuti e nelle gambe in particolare. Inoltre con la bella stagione rinasce il desiderio del mare, di sgargianti vesti corte che fanno pentire di non aver pensato in tempo a risolvere il problema delle vene. 

Allora beato chi inizia da subito, dalla primavera, a pensare alla propria salute e a quella delle proprie gambe, chi fin da giovane ma anche da adulto o anziano, rispetta il proprio corpo con una attenta alimentazione, adeguato stile di vita, giusti accorgimenti e cure quando necessarie, solo così il nostro autunno sarà più accettabile e più sereno da vivere.

Trovi maggior approfondimenti per la cura e il benessere delle tue gambe negli atti del convegno SIAPAV.

L’accidia nelle patologie cardiovascolari

L’impegno, lo sforzo delle Società Medico-Scientifiche, determinano documenti di consenso e linee guida sulla prevenzione e trattamento delle malattie cardiovascolari, ischemica aterosclerotica in particolare, principali causa di morte nella popolazione italiana; secondo l’Istat responsabili, in Italia, del 37,1% dei decessi. Le patologie venose d’altronde interessano una larga quota di popolazione e l’incidenza del tromboembolismo venoso è di 117 casi ogni 100mila persone.

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Il medico, Menenio Agrippa e l’armonia

“L’uomo passa la prima metà della sua vita a rovinarsi la salute e la seconda metà alla ricerca di guarire”

Articolo interamente estratto da: Il filo della vita

Forse che tutti gli uomini conoscono il valore mortale o immortale dell’armonia? La vita stessa è ricerca di armonia, di quel dialogo tra consonanza e dissonanza, tra pause e silenzi, tra rumore e suono. Lo stesso paradiso può rappresentare il fine supremo dell’uomo come condizione di felicità che si definisce come perfezione.

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Evoluzione del trattamento delle ulcere cutanee

Le ulcere cutanee degli arti inferiori rappresentano una delle patologie più diffuse nel panorama sanitario mondiale. In Italia le ulcere interessano da 1 a 3 milioni di persone, cioè 0,4 – 4% della popolazione globale, con una incidenza crescente nella popolazione anziana (A. Arzini, “Ulcere arti inferiori: epidemiologia e inquadramento diagnostico” 2011). Maggiori informazioni

Le microangiopatie nella pratica clinica

Il Microcircolo è la porzione più distale del sistema circolatorio così denominata per le dimensioni dei microvasi che lo compongono. Tutta la complessità anatomica del microcircolo non è limitata alla grandezza dei vasi (arteriole, venule e capillari) ma alla organizzazione in reti che corrisponde ad un funzionamento complesso, altamente regolato ed estremamente adattabile alle condizioni ambientali e alle esigenze locali dei tessuti. Maggiori informazioni

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